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Le Idee
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Investimenti e Finanziamenti delle imprese di Forlì-Cesena e Rimini

Dall’Osservatorio Economico della Camera di commercio della Romagna l’analisi qualitativa circa le tipologie di investimenti effettuati.

Gli investimenti rappresentano una variabile fondamentale per la crescita economica di una impresa e di un territorio. La loro attuazione è il riflesso della disponibilità di risorse economiche (fonti), siano esse interne all’organizzazione (capitale proprio) o esterne (capitale di terzi). Gli ultimi dati nazionali (ISTAT – Prospettive per l’economia italiana 2018-2019) rilevano una fase di crescita degli investimenti fissi lordi nel 2018 e nel 2019 che, tuttavia, appare in rallentamento. Le dinamiche dell’erogazione del credito alle imprese, d’altra parte, attualmente sono condizionate dalla debolezza della domanda, ultimamente influenzata anche da aspettative economiche recessive e di incremento del costo complessivo dei finanziamenti.

L’analisi che segue, realizzata nell’ambito dell’Osservatorio Economico dalla Camera di commercio della Romagna, considera alcuni aspetti qualitativi sulle tipologie di investimenti delle imprese di Forlì-Cesena e Rimini in base ai dati elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna e dal Gruppo CLAS per conto delle Camere di commercio(indagine congiunturale del settore manifatturiero e del commercio, terzo trimestre 2018 sezione tematica).

Investimenti e Finanziamenti delle imprese – provincia di Forlì-Cesena

Con riferimento al 2018 (terzo trimestre) le imprese manifatturiere rispondenti all’indagine specifica riportano investimenti di ampliamento della capacità produttiva nel 21% dei casi, mentre gli investimenti di sostituzione sono il 35%. Il 51% dei rispondenti (sono previste risposte multiple) afferma anche di implementare investimenti nell’innovazione di prodotto, il 10% in formazione delle risorse umane e l’8% in attività di ReS. Il 26% dei rispondenti afferma inoltre di compiere investimenti nella struttura organizzativa dell’impresa (canali distributivi, nuove sedi, ecc.), mentre solamente l’1% investe nell’acquisizione di marchi e brevetti (immobilizzazioni immateriali). Gli investimenti nelle tecnologie digitali, infine, si ritrovano nel 13% dei casi.

Nel settore del commercio, la maggioranza (il 72%) delle frequenze dei rispondenti si ritrova per gli investimenti di innovazione di prodotto/servizio, nello sviluppo organizzativo (48%) e nella digitalizzazione (14%). Gli investimenti in formazione del personale sono dichiarati dal 9% dei rispondenti.

Per le imprese di entrambi i settori la fonte di finanziamento principale è il capitale di terzi (debito bancario); segue l’autofinanziamento (inteso come utili trattenuti) e il capitale proprio (inteso come nuovi apporti).

Il ricorso al Confidi per i finanziamenti bancari nel settore manifatturiero è presente nel 24% dei casi; il 32% dei rispondenti non lo ritiene necessario per la propria operatività mentre il 43% afferma di non conoscerne l’esistenza e la funzione. Nel settore del commercio, invece, il ricorso ai Confidi è limitato al 14% dei casi, mentre quasi la metà dei rispondenti (il 48%) afferma di non conoscerlo.

Investimenti e Finanziamenti delle imprese – provincia di Rimini

Con riferimento al 2018 (terzo trimestre) le imprese manifatturiere rispondenti all’indagine riportano investimenti di ampliamento della capacità produttiva nel 10% dei casi, mentre gli investimenti di sostituzione sono il 31%. Il 51% dei rispondenti (sono previste risposte multiple) afferma anche di implementare investimenti nell’innovazione di prodotto, il 10% in formazione delle risorse umane e l’8% in attività di ReS. Il 37% dei rispondenti afferma inoltre di compiere investimenti nella struttura organizzativa dell’impresa (canali distributivi, nuove sedi, ecc.), mentre solamente il 2% investe nell’acquisizione di marchi e brevetti. Gli investimenti nelle tecnologie digitali, infine, si ritrovano nel 27% dei casi.

Nel settore del commercio, la maggioranza (il 73%) delle frequenze dei rispondenti si ritrova per gli investimenti di innovazione di prodotto/servizio, nello sviluppo organizzativo (34%) e nella digitalizzazione (23%). Gli investimenti in formazione sono dichiarati dal 15% dei rispondenti.

Per entrambi i settori la fonte di finanziamento principale è il capitale di terzi (debito bancario); segue l’autofinanziamento (inteso come utili trattenuti) e il capitale proprio (inteso come nuovi apporti).

Il ricorso al Confidi per i finanziamenti bancari nel settore manifatturiero è presente nel 26% dei casi; il 43% dei rispondenti non lo ritiene necessario per la propria operatività mentre il 30% afferma di non conoscerne l’esistenza e la funzione. Nel settore del commercio, invece, il ricorso ai Confidi è limitato al 10% dei casi, mentre circa la metà dei rispondenti (il 45%) afferma di non conoscerlo.

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