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ATTUALITA’ POLITICA: MARTINO LOIACONO, LA SUA ANALISI

Intervista di Tommaso Mestria

Martino Loiacono è visiting language coordinator presso l’Università Mary Washington, Virginia. Dopo una laurea con lode in filologia moderna presso l’Università Cattolica di Milano, si è occupato di comunicazione pubblica e istituzionale e di giornalismo. Scrive su ItaliaOggi e su Atlantico Quotidiano.

1) Prof., come è vista la politica italiana da oltreoceano?

La politica italiana, come quella europea, non è conosciuta da molti. Solo chi segue costantemente l’attualità è al corrente dei mutamenti che sta vivendo il nostro Paese. L’attenzione degli americani è tutta per Trump e per le sue scelte, spesso divisive e polarizzanti. Negli ultimi tempi si riscontra anche un grande interesse per Cina e Russia, due potenze che stanno dando filo da torcere agli Stati Uniti.

 

2) Si attendono le europee per misurare il peso delle forze politiche italiane, lei prevede scossoni sia in Europa che in Italia nell’assetto di governo?

Difficile prevedere cosa accadrà. Per quanto riguarda l’Italia, nonostante le tante rassicurazioni di Salvini e Di Maio, penso che ci saranno dei mutamenti. Se il governo dovesse reggere, i leghisti potrebbero chiedere un rimpasto, necessario per riequilibrare i rapporti tra i due  alleati. È impensabile che con un sorpasso leghista, i titolari dei dicasteri rimangano gli stessi. In caso di una schiacciante vittoria delle Lega, l’esecutivo potrebbe anche crollare. Il pallino è comunque nelle mani di Mattarella, a cui spetterà il difficile compito di gestire la fase post-voto.
In Europa mi sembra quasi certa l’avanzata delle forze cosiddette populiste. Bisognerà capire l’entità del loro successo, e se saranno in grado di insediare la tradizionale alleanza tra popolari e socialisti.

 

3) Con l’elezione di Zingaretti il Pd sta spostando l’asse a sinistra, Salvini ha ormai portato il centrodestra sulle posizioni dei sovranisti: al Paese manca un’offerta politica moderata e liberale?

Purtroppo sì. In questa fase stanno prevalendo partiti statalisti che vedono nello Stato la soluzione a tutti i nostri mali. Manca una forza politica in grado di contrastare questa visione e di promuovere un approccio liberale che metta al centro la riduzione del peso dello Stato, il taglio radicale di tasse e burocrazia e l’individuo. Avremmo bisogno di quella rivoluzione liberale più volte promessa da Berlusconi, ma mai realizzata. Ad oggi, comunque, sembra impossibile. E tanti liberali rimarranno senza una casa, come ormai accade da molti anni. Io sono tra questi.

 

4) Servirebbe una nuova assemblea costituente visti i fallimenti sulle riforme costituzionali?

Da tempo sostengo che all’Italia serva una seria riforma costituzionale. La modernizzazione dell’assetto istituzionale è un’assoluta priorità. I nodi da affrontare sono molti: il superamento del bicameralismo paritario, il rafforzamento del presidente del consiglio attraverso il cancellierato, la semplificazione delle procedure di fiducia e la sfiducia costruttiva. Il tutto nella logica della governabilità e della stabilità.

Ad oggi, tuttavia, è impossibile pensare ad una nuova Costituente. Manca uno spirito unitario e la politica sembra concentrata su tutt’altro.

 

5) Dell’Italia cosa le manca? Qualche motivo per ritornare o un consiglio ai giovani per restare?

Dell’Italia sinceramente mi manca tutto. Ho un legame viscerale con il nostro Paese e la scelta di andare all’estero è stata dettata dalla voglia di far conoscere la nostra cultura, la nostra lingua e le nostre tradizioni agli americani. Il motivo per tornare è ovviamente l’unicità del nostro Paese.

Non mi sento di dare dei consigli ai giovani, perché è difficile restare quando si fatica a trovare un lavoro ben retribuito.

La mia speranza è che le cose possano cambiare in futuro e che molti giovani possano tornare.

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